I clienti dei casinò online: tra marketing e tutele obbligatorie contro il gioco compulsivo

La clientela dei casinò online (ma ovviamente questo discorso vale anche per tutti gli altri giochi di sorte online, a cominciare dalle scommesse sportive fino a giungere al poker online) è quella dei giocatori, che certo non può essere inserita nella categoria “normale” dei clienti; ovvio comprare un prodotto od un servizio è cosa ben diversa dall’iscriversi ad un operatore online per giocare d’azzardo, in quanto l’alea in questo caso non consente di configurare alcun “acquisto”, se non quello di tentare la sorte; e la dea bendata, come si sa, essendo bendata non si fa certo “comprare” come fosse un normale prodotto.

Ed infatti la normativa europea prima, e quella nazionale poi, soprattutto con il cosiddetto “Decreto Balduzzi” (che proprio quella normativa europea tendeva a recepire), si sono occupati della tutela dei giocatori e dei potenziali giocatori, una tutela sia preventiva (attraverso una serie di obblighi informativi sia pubblicitari che di trasparenza circa le probabilità di bincita) che successiva, per contrastare il gioco d’azzardo compulsivo (in Italia denominato, con una poco felice espressione, “ludopatia”).

Ed in effetti, andando a visitare un qualsiasi operatore di giochi online in Italia, si potrà notare subito come in alto, in una sorta di banda orizzontale precedente a qualsiasi altro contenuto del portale, siano riportate una serie di avvertenze, divenute obbligatorie proprio con il Decreto Balduzzi. Innanzitutto c’è l’indicazione del divieto di gioco per i minori (tra l’altro per il gioco online tale indicazione risulta essere ridondante, in quanto per giocare online bisogna iscriversi fornendo tutti i propri dati, compresi documento di riconoscimento e codice fiscale), il rimando a principi di un gioco “responsabile”, l’indicazione della possibilità di consultare le probabilità di vincita e così via.

Gli operatori di casinò online, quindi, si trovano dinanzi ai propri clienti in una duplice veste: da un lato con le tecniche di marketing più sofisticate (ad esempio concessione di bonus, promozioni, possibilità di provare i giochi da casinò gratuitamente senza vincite in denaro, od anche senza deposito e quindi con vincite possibili sebbene improbabili) tendono ad “accaparrarsi” quanti più giocatori possibile, dall’altro devono essere loro stessi ad esercitare le prime tutele nei confronti di comportamenti di gioco che potrebbero essere qualificati come compulsivi. Tali tutele si limitano in molti casi alla possibilità concessa al giocatore, al momento della registrazione, di indicare dei limiti mensili e giornalieri di gioco, limiti che possono essere modificati solo una volta al mese; in tal modo, preventivamente rispetto alla fase di gioco, si spererebbe che il cliente-giocatore inserisca dei limiti congrui rispetto alla propria capacità di spesa.

A noi sembra, non ce no vogliano i legislatori, che l’affidare agli stessi operatori e per di più agli stessi giocatori il controllo su se stessi, sia decisamente un limite di questa normativa, seppur encomiabile quanto alle finalità che si è proposta. In altri paesi europei, che pure hanno legiferato in ottemperanza al medesimo indirizzo della Commissione Europea, a nostro avviso si sono scelte soluzioni più garantiste nei confronti dei giocatori; è il caso, ad esempio della Francia, che consente l’interdizione volontaria dal gioco d’azzardo, attraverso una semplice richiesta del giocatore da inoltrarsi presso le strutture ad hoc del Ministero degli Interni. In questo modo un eventuale giocatore compulsivo, potrà magari con la spinta dei propri cari, fare una scelta preventiva o successiva che sia, ma che abbia validità nei confronti di tutti gli operatori presenti in un determinato mercato, per cui l’interdetto perderà lo “status” di cliente ed anche di “potenziale cliente”.

Insomma ci auguriamo che la normativa italiana in materia possa essere migliorata con il tempo, magari proprio seguendo le linee guida che in altri paesi europei sono state seguite ed hanno dato buoni risultati di prevenzione.

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