Dal software proprietario alle multipiattaforme: il futuro dei casinò online

tavolisovrappostiCi chiediamo spesso quale sarà il futuro dei casinò online, da un punto di visto del “software”, ovvero delle piattaforme di gioco su cui essi si basano ed attraverso cui provano a farsi concorrenza l’un l’altro; nel corso degli ultimi cinque anni, nel panorama internazionale, e nel corso degli ultimi tra anche in quello italiano (essendo stati i casinò online introdotti legalmente nel nostro paese il 18 luglio del 2011), la corsa delle piattaforme software è stata sempre più a creare piattaforme di gioco intuitive e semplici, spesso disponibili in diverse modalità, in modo da essere supportate da più devices e dispositivi possibile (è il caso delle applicazioni dei casinò online per smatphones e tablet, ad esempio, ma non è escluso che da qui a qualche anno le ritroveremo anche in quelle che vengono definite “smart TV”), e soprattutto la corsa si è indirizzata nella creazione di sempre più nuove e ricche di funzionalità slot machines online. La creazione di un titolo di slot che incontra il gusto del pubblico è infatti uno dei “risultati” più ambiti dalle differenti piattaforme: in fondo per i giochi da tavolo (quelli tradizionali, come la roulette, il blackjack od il baccarat per intenderci), non è possibile creare una grande differenziazione tra una piattaforma software e l’altra, mentre proprio sul terreno delle slot machines online questa differenza viene fuori.

Se ripercorriamo a ritroso la storia dei casinò online possiamo analizzare come il mercato delle piattaforme software dei giochi da casinò sia cambiato nel corso di questi anni. Al principio i primi casinò online (come ad esempio 888 per citare un marchio ora presente anche in Italia), avevano sviluppato una propria piattaforma di gioco proprietaria e la gestivano personalmente, sia manutenendola, sia implementandola, sia rendendola conforme alle sempre più numerose normative nazionali ed internazionali in tema di “gambling online”, che nel corso degli anni sono sopravvenute (ed ancora sopravvengono, ricordiamo da ultimo la nuova normazione britannica di Novembre 2014, relativamente al gioco d’azzardo online). Per questa ragione si sono sviluppate delle compagnie di software che hanno pian piano monopolizzato il mercato dei giochi, con le proprie piattaforme di gioco, concesse in uso dapprima esclusivo, ai diversi brand.

E’ così che sono nati i colossi come Playtech, Microgaming, Netent, solo per citarne alcune delle più diffuse e popolari non solo in Italia ma in tutti i mercati internazionali del gioco online, colossi che hanno focalizzato la propria attenzione nella costruzione di interfacce all’avanguardia, spesso utilizzabili su più dispositivi, e nella implementazione di sempre nuove slot machines online, con l’introduzione di quelle funzionalità speciali come free spins, bonus game, gamble features, che hanno fatto la vera e propria differenza tra le nuove videoslot e le “antiche” slot machines a rulli (di cui la capostipite resta Fruit Bandit).

Ogni brand negli anni passati ha puntato su una ed una sola di queste piattaforme; così per fare un esempio il casinò William Hill è da sempre basato sulla piattaforma Playtech (di cui, in questo caso, è anche uno degli azionisti di riferimento), il marchio Betway ha sempre puntato sulla piattaforma Microgaming, e così via. Questa netta differenziazione delle piattaforme, pone però un problema ai brand, un problema di competitività legata alla particolare offerta di giochi. In poche parole spesso un giocatore si affezione a determinate slot machines, e quindi cerca marchi e casinò che hanno, tra le altre, anche quelle a cui è particolarmente affezionato.

Sono nati così negli ultimi anni i primi esempi di casinò che pur essendo basati inizialmente su una piattaforma ben definita, hanno aperto ad alcuni giochi provenienti da altre piattaforme, in modo da allargare la propria offerta, e coprire quel campo delle “slot machines più popolari”, per chiamarle così, in modo da non essere estromessi dalla scelta dei giocatori per l’eventuale mancanza di un particolare gioco…. Il primo esempio italiano di operatore multipiattaforma è stato, ad esempio, Eurobet che propone sia i giochi della piattaforma Playtech sia quelli della piattarma iSoftBet, giochi presenti in due sezioni distinte, quella “casinò” e quella “vegas”. Altro esempio che va sempre nella medesima direzione è quello del casinò Netbet basato inizialmente solo sulla piattaforma softwere iSoftBet, e che ha aggiunto da ultimo alcuni “must have” della piattaforma Netent (come Gonzo’s Quest). Identico processo di ampliamento ha seguito il casinò 888 (dal cui esempio eravamo partiti): in questo caso accanto ai giochi ed alle slot machines “proprietarie” (uno dei pochi brand che ha resistito in questo specifico campo), ecco negli ultimi mesi che sono state aggiunte quelle Netent, tra le più apprezzate nel nostro paese.

Crediamo, in conclusione, che il trend del mercato in tema di giochi online (ed in particolare di slot machines) sia quindi delineato anche per il futuro: sempre più i brand più “grandi” tenderanno ad incorporare nella propria offerta anche i giochi più apprezzati della concorrenza, fino a giungere ad una somministrazione di giochi in multipiattaforma, che farà spostare dalla varietà e qualità dei giochi ad altri parametri (come il supporto alla clientela, la velocità nei pagamenti o le promozioni periodiche) il terreno di competizione tra un casinò e l’altro